TFR: cambiano le regole

Tutti quelli che lavorano sanno cosa sia il Trattamento di Fine Rapporto, detto più comunemente TFR. Esso è una parte di stipendio che, fino ad ora, veniva “sottratta” dalla parte spendibile della busta paga di ogni dipendente ed accumulata dallo stato.

Esso costituiva poi una liquidazione al momento del licenziamento, sia in caso di raggiungimento dell’età pensionabile sia per giusta causa, sia nel caso di dimissioni spontanee del lavoratore.

Cambiano le regole del TFR

Da questo mese, però, a quanto pare le regole cambieranno: è stato disposto infatti dalla nuova legge di Stabilità che il cosiddetto TFR sia reso versabile direttamente, e mese per mese, in busta paga. Come ciò potrà essere fatto, tuttavia, rimane un mistero: manca infatti il decreto che spiegherà come versare ai dipendenti quanto spetta loro.

Secondo la legge, inoltre, i lavoratori dipendenti al soldo di privati potranno chiedere il TFR direttamente in busta paga mese per mese invece che in un conferimento successivo; a patto che essi lavorino nella stessa azienda da almeno sei mesi. Secondo le stime del governo i lavoratori che potranno sfruttare questa possibilità sono tra i 12 e i 13 milioni.

L’opportunità è per ora disponibile in via solo sperimentale, e così continuerà ad essere fino a metà 2018.

Scarsa l’adesione

Fino ad ora, denunciano varie associazioni, l’opportunità non è stata grandemente sfruttata.

Per il segretario della CIGL Vera Lamonica “le persone che ne usufruiranno saranno poche, proprio perché non è conveniente”. Secondo Confesercenti, infatti, ad oggi han chiesto l’anticipo del TFR solo 6 lavoratori su 100, e solo altri 11 vorrebbero farlo entro la fine dell’anno. Ben l’83% dei dipendenti ha quindi intenzione di lasciarlo maturare nell’impresa in cui lavora.

Oltre a ciò, sono deprimenti anche i motivi per cui gli Italiani, in media, chiedono questo anticipo: solo il 19% di essi lo useranno per acquisti aggiuntivi (e ciò significa che l’atteso aumento dei consumi a seguito della manovra verrà probabilmente disatteso), mentre i più utilizzeranno la liquidità aggiuntiva per saldare debiti precedentemente contratti.

Perché non anticiparlo?

Perché, dunque, gli italiani non vogliono sfruttare la possibilità di una maggiore liquidità in busta paga?

I motivi sono molteplici: in primo luogo essi non vogliono rinunciare all’accumulo del cosiddetto “tesoretto”, cioè il totale del Trattamento di Fine Rapportp accumulato durante gli anni di lavoro. Ben il 58% degli italiani che non vogliono rinunciare ad accumulare il TFR ha addetto questa motivazione.

Altro motivo sarebbe la diversa tassazione applicata: se il Trattamento di Fine Rapporto si lascia accumulare esso viene tassato ad un’aliquota ridotta, con l’erogazione mese per mese ad essa si applica invece l’aliquota ordinaria. Ben il 30% dei consumatori, secondo Confesercenti, ha rinunciato alla nuova possibilità a causa dell’eccesso di fisco.

E voi? Sfruttereste o sfruttate già questa opportunità? Scrivici cosa ne pensi nei commenti qui sotto! 

FONTE: Ansa

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