Statement BCE dicembre: Draghi delude i mercati

Ripartiamo con il nostro appuntamento mensile con gli statement delle principali banche mondiali, come sempre inizia quella del vecchio continente con le parole del presidente della BCE: Mario Draghi.

Vediamo questo mese quali sono state le sorprese che il mercato ovviamente ha già scontato, ma che a noi servono per farci una idea futura sulle possibili scelte.

Se ti sei perso lo statement BCE di ottobre o non ti ricordi cosa diceva, non esitare a rileggerlo.

Statement BCE

Analizziamo per “paragrafi” quello che viene detto dal presidente della BCE.

Politica Monetaria

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Come sempre riassumiamo il tutto per punti, per rendere chiaro quello che viene detto nello statement: 

  • Per quanto riguarda i tassi di interesse di riferimento della BCE, quest’ultima ha deciso di ridurre di 10 punti base, al -0,30%, il tasso sui depositi presso la banca centrale.
  • I tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginali rimarranno invariati sui livelli attuali, allo 0,05% e allo 0,30% rispettivamente.
  • Riguardo alle misure non convenzionali di politica monetaria, hanno deciso di estendere il programma di acquisto di attività (PAA). Secondo le intenzioni, gli acquisti mensili di attività per 60 miliardi di euro nell’ambito del PAA saranno ora condotti sino alla fine di marzo 2017.
  • Reinvestire il capitale rimborsato sui titoli acquistati nell’ambito del PAA quando giungeranno a scadenza, finché necessario.

Analisi Economica

bce

Come sempre riassumiamo il tutto per punti, per rendere chiaro quello che viene detto nello statement:

  • Nel terzo trimestre del 2015 il PIL in termini reali dell’area euro è aumentato dello 0,3% sul periodo precedente, dopo un incremento dello 0,4% nel secondo trimestre.
  • La ripresa economica dell’area continua a essere frenata dalle prospettive di crescita contenuta nei mercati emergenti e dal moderato andamento dell’interscambio mondiale, dai necessari aggiustamenti dei bilanci in diversi settori e dalla lenta attuazione delle riforme strutturali.
  • Le indicazioni fornite ci mostrano un incremento annuo del PIL in termini reali dell’1,5% nel 2015, dell’1,7% nel 2016 e del 1,9% nel 2017. Rispetto all’esercizio condotto in settembre dagli esperti della BCE, le proiezioni sulla crescita del PIL risultano praticamente invariate.

Inflazione

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Come sempre riassumiamo il tutto per punti, per rendere chiaro quello che viene detto nello statement:

  • La stima rapida dell’Eurostat indica per l’area euro un tasso di inflazione sui dodici mesi misurato sullo IAPC pari allo 0,1% in novembre, ossia su un livello invariato rispetto a ottobre ma inferiore alle attese
  • Nel corso del 2016 e del 2017 si prevede un ulteriore incremento dell’inflazione, al quale contribuirebbero le misure di politica monetaria adottate in passato, corroborate da quelle annunciate, l’atteso recupero dell’economia e la trasmissione di precedenti diminuzioni del tasso di cambio dell’euro.
  • Dagli esperti dell’Eurosistema, che indicano un tasso annuo di inflazione misurato sullo IAPC dello 0,1% nel 2015, dell’1,0% nel 2016 e dell’1,6% nel 2017. Rispetto alle proiezioni macroeconomiche dello scorso settembre elaborate dagli esperti della BCE, le prospettive per l’inflazione sono state leggermente riviste al ribasso.

Finanziamenti

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Come sempre riassumiamo il tutto per punti, per rendere chiaro quello che viene detto nello statement:

  • È proseguita la graduale ripresa della dinamica dei prestiti, in atto dagli inizi del 2014.
  • A ottobre il tasso di variazione sui dodici mesi dei prestiti alle società non finanziarie (corretto per cessioni e cartolarizzazioni) è aumentato allo 0,6%, dallo 0,1% di settembre
  •  Il tasso di crescita sui dodici mesi dei prestiti alle famiglie (corretto per cessioni e cartolarizzazioni) è salito dall’1,1% all’1,2% fra settembre e ottobre.
  • Nel complesso, le misure di politica monetaria in atto da giugno 2014 hanno chiaramente migliorato le condizioni di prestito sia per le imprese sia per le famiglie nonché i flussi di credito nell’intera area dell’euro.

Conclusioni

La politica monetaria si incentra sul mantenimento della stabilità dei prezzi nel medio periodo e il suo orientamento accomodante sostiene l’attività economica. L’attuazione tempestiva ed efficace delle riforme strutturali, in condizioni di politica monetaria accomodante, non solo indurrà una crescita economica sostenibile più elevata nell’area dell’euro, ma alimenterà anche aspettative di redditi permanentemente più alti e accelererà gli effetti benefici delle riforme, rafforzando la capacità di tenuta dell’area agli shock mondiali. Le politiche di bilancio dovrebbero favorire il recupero dell’economia pur restando aderenti alle regole sui conti pubblici dell’Unione europea.

FONTE: BCE

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