Scrutini a rischio, il Garante: “precettiamo”

Della riforma salita ormai agli onori della cronaca, quella sulla buona scuola, ne abbiamo già parlato in occasione dello sciopero generale indetto dai sindacati la settimana scorsa.  Se volete delle informazioni dettagliate sui punti contestati dal corpo docente, troverete tutte le informazioni più importanti qui: Sciopero generale della scuola.

Ad una settimana abbondante di distanza, la situazione non si è placata: le proteste imperversano, collettivi di studenti creano video virali per spiegare cosa del nuovo decreto sulla scuola non va (se il video vi interessa, eccolo qui).

Allo stesso modo, lo scontro è presente anche tra il Governo e i sindacati. Il decreto legislativo ancora non è entrato in vigore, visto che oggi è prevista la votazione.

L’idea dello sciopero

Nel frattempo, alcuni sindacati avanzano la proposta di un nuovo, ulteriore sciopero. Sciopero nettamente più rilevante, visto che l’idea è quella di far saltare gli scrutini.

Ed in effetti, uno sciopero del genere non solo porterebbe ad una ribalta mediatica (ancora maggiore di quella già attuale) del problema, ma causerebbe sicuramente in primo luogo anche gravi disagi, visto che in questo modo l’anno scolastico non sarebbe completo.

L’intervento del garante

E proprio per scongiurare questo rischio è intervenuto il Garante degli scioperi, che ha definito questa proposta come “illegittima”. Il Garante ha infatti esortato governo e sindacati a trovare un punto d’incontro, onde evitare di dover attuare quella che è stata definita dall’autorità stessa una necessità: la precettazione degli insegnanti.

L’opinione di Giannini

“Quella di oggi non è una cattiva scuola ma non sarà buona fino in fondo finché non lo diventerà per tutti e ovunque”. Questa l’opinione del Ministro Giannini nel suo intervento in aula.

L’unico modo per renderla veramente buona per tutti ha poi continuato, è fare in modo che essa divenga uno strumento di uguaglianza, crescita, sviluppo e coscienza critica. La scuola, ha poi continuato, deve diventare europea e multiculturale.

E’ con questa riforma, ha concluso Stefania Giannino, che chiude quella lunga epoca fatta di tagli al budget dell’istruzione; definendo la riforma un’inversione di tendenza attraverso un piano ambizioso mediante politica, amministrazione e la società stessa.

Renzi e i temi fondamentali

Anche il Premier è sceso in campo per spiegare la sua riforma della scuola, segnalando alcuni dei temi considerati fondamentali.

Al primo posto, l’alternanza scuola-lavoro. L’obiettivo primario è quello di ridurre la disoccupazione giovanile, riducendola del 44%.

“Diamo più soldi agli insegnanti e non meno e non solo perché da lì dipende l’autorevolezza sociale ma perché è un fatto di giustizia” ha spiegato il Presidente del Consiglio, prima di annunciare 4 miliardi di euro dedicati alle infrastrutture scolastiche.

“La scuola è il luogo dove o si cambia il Paese o si resta costretti nella palude e nel chiacchiericcio di tutti i giorni”, ha concluso.

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