La Dichiarazione di Successione: Parte II

Con la Legge 296/2006 è stata reintrodotta nel nostro ordinamento l’imposta sulle successioni e con essa l’obbligo di presentazione della dichiarazione. Questa deve essere presentata sia nel caso in cui ci sia un testamento, sia nel caso in cui l’eredità è devoluta per legge.

Dato che (fortunatamente) è una situazione che non si affronta spesso nel quotidiano, non tutti sanno districarsi tra la burocrazia, la compilazione e il pagamento delle imposte che derivano da una dichiarazione di successione.

Nell’articolo precedente ci siamo occupati di definire i soggetti obbligati, quando si deve presentare, a chi e con quale modello. In questo articolo, invece, tratteremo la parte fiscale, chiarendo quali sono le imposte che ne derivano, come si calcolano e come si versano.

La base imponibile o “valore globale netto”

Innanzi tutto vanno ricordati quali sono i beni che comportano il pagamento dell’imposta di successione:

  • Beni immobili (fabbricati e terreni) e diritti reali immobiliari;
  • Azioni e quote di partecipazione al capitale sociale;
  • Obbligazioni (con la sola esclusione dei titoli di Stato);
  • Aziende;
  • Crediti e denaro (es: c/c, libretti postali);
  • Beni mobili (es: gioielli, opere d’arte).

La base imponibile per l’imposta di successione è chiamata valore globale netto dell’asse ereditario, ed è costituita dalla differenza tra la somma del valore di tutti i beni sopra elencati alla data del decesso e la somma delle passività deducibili (elencate nel quadro D del modello) e degli oneri diversi (es: spese funerarie).

VALORE DELL’ASSE EREDITARIO = TOTALE BENI E DIRITTI – TOTALE PASSIVITA’

Le aliquote dell’imposta di successione

Per calcolare l’imposta di successione vanno applicate sulla base imponibile aliquote diverse a seconda del grado di parentela dell’erede con il defunto:

  • Coniuge e parenti il linea retta → 4% sulla quota ereditaria di ciascuno che supera 1 milione di euro;
  • Fratelli e sorelle → 6% sulla quota ereditaria di ciascuno che supera 100 mila euro;
  • Altri parenti fino al 4° grado e affini fino al 3° → 6% sulla quota ereditaria di ciascuno, senza alcuna franchigia;
  • Altre persone → 8% sulla quota ereditaria di ciascuno, senza alcuna franchigia.

In sostanza, per i parenti più stretti non è dovuta l’imposta di successione a meno che la quota ereditaria di ciascuno non superi 1 milione di euro per coniuge, figli e nipoti o 100 mila euro per fratelli e sorelle.

successione

Le ulteriori imposte in presenza di immobili

Nel cao in cui nella successione siano presenti anche beni immobili, oltre all’imposta di successione devono essere calcolate:

  1. Imposta Ipotecaria → 2% sul valore totale lordo degli immobili;
  2. Imposta Catastale → 1% sul valore totale lordo degli immobili;
  3. Imposta di Bollo → 64,00 € per ogni trascrizione richiesta;
  4. Tassa Ipotecaria → 35,00 € per ogni Agenzia competente (vedi Parte I);
  5. Tributi Speciali → 18,59 € per ogni Conservatoria competente (vedi Parte I);
  6. Diritti per ogni copia → quando si registra una successione viene rilasciata solo una copia, nel caso in cui si vogliano più copie, bisognerà pagare un diritto per ogni copia in più (da verificare presso l’Agenzia delle Entrate competente).

Va ricordata un’altra cosa molto IMPORTANTE: se per il beneficiario l’immobile (o uno di essi) risulta come “prima casa”, allora l’Imposta Ipotecaria e l’Imposta Catastale saranno pari a 200,00 € ciascuna.

Come versare le imposte

L’imposta di successione viene liquidata dall’ufficio, quindi, dopo aver presentato e registrato la dichiarazione di successione, il contribuente riceverà un avviso di liquidazione da parte dell’Agenzia Entrate, con l’imposta da versare.

La cosa è diversa per ciò che concerne le imposte sugli immobili, che vanno versate in “autoliquidazione”. In questo caso il contribuente dovrà calcolare e versare le imposte prima di presentare la dichiarazione e dovrà portare all’Agenzia in sede di registrazione la quietanza per dimostrare l’avvenuto pagamento. Vediamo come procedere.

Innanzi tutto bisogna compilare il modulo di autoliquidazione chiedendolo ad un ufficio dell’Agenzia o scaricandolo dal sito (clicca qui per scaricare il modello). Grazie alla tabella presente sul modello si possono calcolare le imposte dovute, dopodiché bisognerà compilare l’F23 per il versamento nel seguente modo:

  • Nel campo “4” vanno inseriti i dati del soggetto che effettua il versamento;
  • Nel campo “5” vanno inseriti i dati del defunto;
  • Nel campo “6” si mette il codice dell’ufficio competente (si può trovare un elenco di tutti i codici degli uffici sul sito dell’Agenzia delle Entrate);
  • Nel campo “9” va inserita la causale SA;
  • Nel campo “10” si utilizzano solo i primi tre spazi per inserire l’anno di presentazione;
  • I campi “11”, “12” e “13” verranno utilizzati rispettivamente per il codice, la descrizione e l’importo delle imposte dovute.

Codici e descrizioni di imposte e tributi si possono trovare sul sito dell’Agenzia delle Entrate, ma per facilitare il lettore li elencherò qui di seguito:

  • 649T – Imposta Ipotecaria;
  • 737T – Imposta Catastale;
  • 456T – Imposta di Bollo;
  • 778T – Tassa Ipotecaria;
  • 964T – Tributi Speciali;
  • 886T – Tributi Speciali (per copia dichiarazione).

Data la complessità e l’estensione di questo argomento, spero di essere stata sufficientemente chiara ed esaustiva.

Se avete dubbi o volete maggiori informazioni, non esitate a contattarmi all’indirizzo e-mail: patrizia@forextradingpratico.com

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