Conosciamo l’economia svedese

Torniamo, dopo qualche settimana di pausa, a parlare dell’economia dei più conosciuti Stati nel mondo.

Oggi in particolare parleremo della Svezia, la più forte tra le economie scandinave e l’ottava nazione per PIL dell’Unione Europea. Unione Europea non vuol comunque dire euro, visto che il paese ha scelto di non aderire alla moneta unica e di mantenere come conio la Corona Svedese.

Ecco gli argomenti che tratteremo:

Il settore primario

Le foreste in Svezia ricoprono più del 60% del territorio, il che lascia ovviamente poco spazio da dedicare all’agricoltura. Poco meno del 7% del territorio è infatti coltivato, nonostante ciò la resa media è molto alta, grazie alle tecniche all’avanguardia utilizzate.

Il paese coltiva principalmente cerali, in primis orzo, frumento, avena e segale. La produzione di simili prodotti non è comunque sufficiente a coprire il fabbisogno interno.

Altra coltivazione largamente diffusa è quella delle patate, alimento molto usato nella cucina locale. Se l’agricoltura non è grandemente sviluppata, a causa dei pochi terreni ad essa dedicati, la stessa cosa non si può dire dell’allevamento: esso pesa infatti il doppio in termini di valore aggiunto, e si concentra principalmente su suini e bovini.

Caratteristico è l’allevamento di renne e quello degli animali da pelliccia.

La pesca, non estremamente rilevante, è praticata per lo più lungo la costa occidentale.

Il settore secondario

Intorno alla capitale gravitano due delle industrie più recentemente sviluppate dal paese, quella dell’industria elettronica (basti pensare ad Electrolux, leader mondiale negli elettrodomestici fino al 2006) e quella delle telecomunicazioni.

I settori più rilevanti sono invece quelli dei trasporti, della chimica farmaceutica e delle biotecnologie. Tradizionale è la produzione della dinamite (la fabbrica Nobel si trova vicino a Stoccolma).

Degni di nota sono infine i comparti siderurgico, elettrometallurgico ed automobilistico. Importante (vista anche l’estensione delle foreste) è la produzione di carta e cellulosa, mentre più tradizionale è il comparto dei cantieri navali.

Per quanto riguarda le risorse presenti sul territorio, il paese è ricco di materiali ferrosi, ma sono presenti anche rame, piombo e zinco. In compenso è povera di combustibili fossili (tranne qualche deposito di carbone nella zona sud-ovest del paese).

Occupazione/Disoccupazione

economia disoccupazione svezia

Come ben vediamo dal grafico, la disoccupazione attuale in Svezia è ad un livello considerevole, a causa dell’impennata che si è concentrata durante il 2009, anno in cui il paese ha iniziato a recepire la crisi.

Se un tasso di poco inferiore all’8% può sembrare relativamente esiguo, è bene ricordare che il paese aveva una disoccupazione che si aggirava intorno al 2/3% (nel 1990 il tasso era pari all’1.7%). Nel 2001 era pari al 4.8%, mentre nel 2010 (anno “nero”) ha raggiunto la quota dell’8.2%, comunque inferiore alla media europea.

Piani statali per l’economia

Senza dubbio elemento di criticità del paese è l’ammontare della sua spesa pubblica, che tipicamente si aggira intorno al 54/55% (dato ben al di sopra della media europea); tuttavia è una condizione comune nel Nord Europa, caratterizzato da alti livelli di welfare.

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