Petrolio, nuovo spunto rialzista per il futuro?


Nelle scorse settimane il petrolio ha superato in maniera piuttosto rapida la soglia dei 50$ al barile per quel che riguarda il Wti americano mentre è andato ben oltre il Brent oil che si è portato poco sopra i 57$ al barile.

La ripresa di forza del dollaro americano ha momentaneamente fermato la corsa dell’oro nero insieme agli ultimi dati circa le trivellazioni americane di shale oil con il report di Baker Hughes che ha di nuovo ripreso a salire appena le quotazioni si sono riportate sui massimi recenti.

Non solo, anche i dati circa l’export americano sono nuovamente cresciuti tanto da destare la preoccupazione di Arabia Saudita e Russia che in questi giorni si stanno confrontando a Mosca proprio per far fronte a questo problema comune.

La visita di re Salman alla corte di Putin, evento storico e senza precedenti, sta mostrando l’intenzione comune dei Paesi Opec, guidati dai sauditi e di quelli non aderenti al cartello, di cui la Russia è il principale rappresentante in termini di produzione, di proseguire con il tetto sull’output globale esteso a marzo 2017 dopo gli accordi di Vienna di fine novembre 2016.

Proprio nel prossimo vertice Opec, il 30 novembre di quest’anno dovrebbero venire ratificati tutti i nuovi accordi che usciranno da questa riunione oltre agli accordi economici a cui stanno lavorando russi ed arabi per l’apertura di un impianto energetico in territorio saudita della società Sibur.

Petrolio, la stagionalità è però negativa

Il quarto e ultimo trimestre dell’anno è appena iniziato e arriva dopo tre mesi più che positivi per il mercato del petrolio. I prezzi del Wti americano sono cresciuti del 12% tra la fine giugno e la fine di settembre, quelli del Brent di un roboante 20%. Resta il fatto che le quotazioni siano oggi inferiori rispetto a quelle di inizio anno, rispettivamente del 7,5% e 1,5%.

Normalmente, guardando la stagionalità, l’ultimo trimestre dell’anno è di solito negativo per i prezzi petroliferi. Secondo Cnbc, che ne ha studiato l’andamento negli ultimi 25 anni, mediamente le quotazioni del greggio USA cedono il 7,5% in questo periodo, mentre il dollaro tende ad apprezzarsi di quasi lo 0,9% e l’oro rimane sostanzialmente stabile.

Citigroup al contraio prevede, ad esempio, un aumento delle quotazioni a 58 dollari al barile per il Brent e a 54 per il Wti, sostenendo che la ripresa dei prezzi sarebbe solida e destinata a durare. Tuttavia fare previsioni veramente affidabili diventa sempre più difficile, visti anche i problemi internazionali quali il tentativo di indipendenza del Kurdistan, evento geopolitico che potrebbe portare a scontri internazionali piuttosto destabilizzanti fra i paesi produttori di petrolio.

Dall’altro lato è vero che l’eccesso di offerta di petrolio mondiale starebbe svanendo, grazie soprattutto a una domanda robusta. Tuttavia le scorte di petrolio negli USA, terzo produttore mondiale dopo Russia e Arabia Saudita, restano di quasi 92 milioni di barili al di sopra della media del periodo nel quinquennio scorso, anche se di circa 1 milione di barili più basse rispetto alla quarta settimana del settembre 2016. Un aspetto davvero importante e forse decisivo saranno i dati relativi alla raffinazione, indicatore chiave dei livelli di domanda dato che un accumulo di scorte eccessivo nel periodo invernale implica una riduzione potenzialmente insufficiente nella cosiddetta “driving season”, allontanando il raggiungimento dell’equilibrio sul mercato mondiale.

Petrolio, come operare in questo momento

Dal punto di vista operativo, a mio avviso la situazione rimane potenzialmente rialzista condizionata però dalle notizie circa i vari incontri legati al prolungamento sugli accordi dei tagli alla produzione ed al dollaro americano che sta attraversando un periodo difficile ma che ricomincia ad essere più forte rispetto agli ultimi mesi dopo le forti perdite accumulate su tutti i fronti.

I dati americani saranno di certo importanti viste le varie dichiarazione rilasciate dalla Yellen e dai vari membri del Fomc che sono ultimamente stati piuttosto accomodanti e meno falchi in proiezione futura.

Finchè il livello dei dei 48-50$ rimane saldo le possibilità di entrare al rialzo sono confermate a livello tecnico con obiettivo sui massimi recenti a 54$ prima e verso i tanti sospirati 60$.

petrolio

Se qualcosa in generale, sopratutto a livello fondamentale, dovesse andare storto, si ritornerebbe a puntare la soglia dei 42$ come primo importante supporto, ma in questo caso le ulteriori cadute potrebbero essere molto più forti anche se al momento l’ottimismo rimane il driver principale del mercato.

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