Polonia: un’economia uscita dalla crisi?

La crisi, la crisi, la crisi. Chi non ha sentito parlare dell’ormai unico argomento di conversazione quotidiano, da qualche anno a questa parte?

Chi non ha sentito degli innumerevoli danni causati da questo shock economico dal 2009 a tutti i paesi occidentali, primi tra tutti USA ed Europa?

La crisi in Italia la conosciamo molto bene in questo periodo di depressione economica, visto che si sta trascinando molto più a lungo di molti altri stati (primi tra tutti gli Stati Uniti, che stanno tornando a livelli molto simili a quelli pre crisi), anche se non ha colpito la nostra nazione con la stessa violenza di molte altre.

Se in Italia la crisi ci ha portato alla depressione (intesa dal punto di vista economico) non in tutti gli stati del Vecchio Continente la situazione è la stessa: oltre l’Older (il fiume che storicamente divide l’est dall’ovest Europa) alcuni paesi hanno risentito in maniera molto più lieve della depressione causata dai mutui subprime.

La Polonia, in particolare, può definirsi a stento sfiorata dai trambusti economici del mondo occidentale: nel 2009 è cresciuta dell’1.6% (un risultato già di per sé di tutto rispetto, ma ancor più notabile se pensiamo che in quello stesso anno l’economia europea subiva una contrazione del 4.5%).

Non paga, l’economia polacca è cresciuta del 1.8 anche nel 2012, mentre l’anno successivo ha registrato una crescita vicina al 2%. Insomma, la crisi europea ha rallentato l’economia del paese orientale, ma senza riuscire a fermarla.

La situazione pre crisi

Certamente, anche questa (quasi) ignorata nazione ha sentito la crisi, cosa che possiamo vedere ancor più chiaramente dai dati registrati prima del suo avvento.

Se esaminiamo il periodo tra il 1991 e il 2007, l’economia nazionale è cresciuta del ben 177% (un’aumento che l’Italia difficilmente potrebbe cumulare in 20 anni, anche tenendo conto dei dati pre crisi).

Ma perché è cresciuta così tanto?

Certo, la concorrenza dei paesi meno sviluppati (primi tra tutti Cina, Vietnam ecc) vale anche per lei. O forse no? La realtà è che la Polonia, prima degli anni 90, non era minimamente sviluppata. Era un paese pesantemente arretrato, e che dunque poteva solo migliorare.

crisi

E così è stato. Ogni strada, ogni lavoro fatto dal governo ha aumentato il PIL nazionale. Le misere condizioni di vita degli abitanti hanno permesso dei salari inizialmente più bassi alla media europea, cosa che ha permesso al paese di inserirsi nell’economia come rivale commerciale competitivo.

Oltre a ciò, l’unione Europea è stata di aiuto: tra il 2007 e il 2013 la Polonia è stato uno dei paesi che più ha beneficiato dei fondi europei.

La vera domanda, ora, è: durerà questo suo vantaggio, o ora che si è “messa in pari” col resto del continente sarà costretta a rallentare? I costi dello sviluppo si sentono ormai nel paese, con la disoccupazione che già nel 2013 raggiungeva il 13%.

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