Studenti USA fuggono dal debito grazie alla borsa. Una bolla?

La notizia è di qualche giorno fa, precisamente il 4 settembre.

A differenza degli studenti italiani (spesso finanziati dai genitori, e che comunque si rivolgono agli istituti di credito solo in una minima percentuale), gli studenti americani hanno l’abitudine di reperire i fondi necessari a studiare tramite le banche.

E lo fanno in maniera completa, visto che i costi universitari negli States sono mediamente superiori ai nostri (anche se negli USA vigono molte più borse di studio che in Italia, il che permette ad un grande numero di studenti dotati in vari campi di assicurarsi una formazione universitaria).

Il debito medio degli studenti che hanno affrontato un Bacheleor (corrispondente alla nostra triennale) è infatti di 29400 dollari.

Una volta usciti dal college, però, gli studenti faticano a ripagare i debiti che hanno accumulato nel periodo di studi: complice la crisi, che ha ridotto le assunzioni, complice lo scarno stipendio di un neolaureato, per molti ragazzi restituire il prestito diventa un’ardua impresa.

Investimento fruttifero…

Come risolvere? Semplice: buttandosi in speculazioni borsistiche. Con quali soldi? Ancor più facile: quelli del prestito.

L’idea sottesa è semplice e (potenzialmente) vincente: sapendo che in futuro non riuscirò a restituire facilmente il capitale preso a prestito, lo investo subito, in modo da guadagnare abbastanza per le mie necessità e, allo stesso tempo, per ripagare la banca alla fine del periodo.

bolla speculativa

L’idea esposta in questo modo sembra geniale, se non fosse che investire in borsa non è certamente un metodo sicuro per guadagnare: molti esperti si sono ritrovati completamente rovinati dalle speculazioni borsistiche, e queste persone avevano molte più conoscenze e molta più esperienza dei nostri studenti.

… o semplice bolla speculativa?

Ecco quindi il timore degli analisti: che questa non sia altro che una bolla speculativa, destinata a scoppiare clamorosamente.

Inizialmente infatti questi copiosi investimenti (più di 1000 miliardi di dollari di prestiti universitari sono infatti attualmente in borsa) fanno alzare le quotazioni dei titoli, spesso scelti tramite rapidi controlli online.

La crescita delle loro quotazioni a seguito degli acquisti degli studenti renderà questi titoli appetibili a molti, facendo crescere il loro valore a dismisura, nonostante essi siano, in realtà, titoli non particolarmente virtuosi, quando non siano proprio titoli spazzatura (privi di un vero valore).

Una volta però che il mercato si renderà conto dell’insussistenza del valore di tali azioni, i prezzi colerebbero a picco: ecco dunque lo scoppio della bolla speculativa, con tragiche perdite non solo per tutti gli studenti (che, non potendo ripagare i loro prestiti rischierebbero di causare a loro volta una crisi bancaria) ma anche di tutti gli speculatori troppo lenti a vendere.

Post a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *