Crisi in Crimea: a chi giova? All’EUR/USD?


Come tutti sappiamo, poco tempo fa la Russia ha prima invaso e poi annesso la Crimea.

L’azione fortemente voluta e poi difesa dall’attuale premier russo Vladimir Putin è iniziata con un massiccio spostamento di truppe nella penisola espansa sul mar nero, per poi procedere, una volta assicurata la presenza militare sul confine e in tutte le basi navali e militari, ad un controverso referendum che ha indicato la decisa volontà da parte degli abitanti della penisola di entrare a far parte della Federazione russa.

Nel discorso pubblico del 26 marzo a Bruxelles, il presidente americano Barak Obama ha spiegato con decisione la politica che non sono l’America, ma anche l’Europa ha intenzione di seguire. Secondo le sue dichiarazioni, infatti, “Usa e UE sono unite contro la sfida russa”.

Sfida, quella russa, che non è assimilabile ad una seconda guerra fredda, questa l’opinione del presidente USA: all’epoca, infatti, la Russia era a capo di un blocco di nazioni che proponevano uno stile di vita e di credenze molto diverse dall’economia capitalistica su cui si basava allora come ora l’America.

Il cambio EUR/USD

Il discorso del presidente Obama risale al 26 marzo. La notizia conferma dunque il sospetto di molti per cui le potenze occidentali non hanno intenzione di rimanere inerti di fronte all’iniziativa russa.

Ma questa ufficializzazione a chi ha giovato?

Analizziamo il cambio delle maggiori potenze occidentali, EUR/USD, nel periodo in esame: ovviamente, essendo la notizia così vicina a noi non potremmo fare altro se non osservare le reazioni immediate ottenute dopo la dichiarazione di Obama.

Il cambio EUR/USD ci fornisce molte informazioni: se osserviamo il periodo immediatamente precedente alle dichiarazioni di Bruxelles possiamo notare come tra il 25 ed il 26 marzo l’EUR/USD ha subito una perdita di valore abbastanza rimarchevole: il 25 marzo il cambio era pari a 1.3839; il giorno dopo esso era pari a 1.3819.

A primo acchito potremmo dunque ritenere che la notizia di Obama abbia giovato agli USA, che assumendo una posizione predominante e “di polso” hanno ottenuto un un rafforzamento della loro moneta a scapito della moneta unica.

EUR_USD-11

Importante è però notare che il cambio in questione è reduce da una disastrosa perdita di valore dell’euro a vantaggio del dollaro americano. Il 19 marzo, infatti, il cambio EUR/USD era a livelli decisamente più favorevoli per l’euro, con un valore pari a 1.3931. Il 21 di marzo possiamo notare come il tasso cambio abbia avuto una vera e propria caduta in picchiata, fermandosi ad un valore di 1.3782.

Da quanto detto, possiamo quindi notare come l’euro stesse lentamente cercando di rivalutarsi fino alla vigilia del discorso di Obama in Europa: il periodo dal 21 al 25 marzo esso è infatti riuscito a rafforzarsi, passando dall’1.3782 all’1.3839.

1 Commento

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  1. marzo 28, 14:12 upnews.it

    Crisi in Crimea: a chi giova? All’EUR/USD?

    L’azione fortemente voluta e poi difesa dall’attuale premier russo Vladimir Putin è iniziata con un massiccio spostamento di truppe nella penisola espansa sul mar nero, per poi procedere, una volta assicurata la presenza militare sul confine e in tutte…

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