La Gestione Separata INPS nasce con la Legge 335/95 (nota come riforma Dini) e si tratta sostanzialmente di un fondo pensionistico finanziato con i contributi previdenziali obbligatori, versati dai contribuenti che non rientrano in una della due gestioni principali dell’INPS: quella “commercianti” e quella “artigiani”.
Chi sono gli assicurati alla Gestione Separata
Uno degli scopi della riforma era quello di assicurare una copertura previdenziale a categorie di lavoratori fino ad allora esclusi. I soggetti che si possono iscrivere alla Gestione Separata INPS sono:
- le categorie di liberi professionisti per i quali non è prevista una cassa;
- quasi tutte le forme di co-co-co;
- tutte le categorie di venditori a domicilio;
- gli spedizionieri doganali non dipendenti;
- gli assegni di ricerca;
- gli amministratori locali;
- i lavoratori autonomi occasionali;
- gli associati in partecipazione;
- i medici con contratto di formazione specialistica;
- i Volontari del Servizio Civile Nazionale (avviati dal 2006 al 2008);
- i prestatori di lavoro occasionale accessorio.
Le aliquote contributive
Innanzi tutto va precisato che parleremo di aliquote di finanziamento, cioè quelle che vengono applicate al reddito imponibile a fini previdenziali, determinando l’importo dovuto. Non sono da confondere col le aliquote di computo, cioè percentuali applicate alla retribuzione o alla pensione di ogni anno, per calcolare figurativamente i contributi accumulati (in ogni caso dal 2007 le due aliquote sono state uniformate).
Esistono due tipi di aliquota di finanziamento, valide per tutti gli iscritti alla Gestione Separata INPS:
- Un’aliquota piena, per tutti i soggetti privi di altra copertura previdenziale;
- Un’aliquota ridotta, per tutti i soggetti già iscritti ad altra forma previdenziale obbligatoria.
Tenendo conto del fatto che l’aliquota varia a seconda dell’anno di riferimento, della categoria di assicurato e del reddito prodotto, l’elenco completo delle aliquote si può trovare sul sito dell’INPS.
Minimale e Massimale
Per la Gestione Separata INPS sono previsti un reddito minimale e uno massimale, entrambi rivalutati annualmente seguendo l’indice Istat.
Dato che nella Gestione Separata INPS si versa solo sul reddito effettivamente percepito, il minimale è solo un valore di riferimento ai fini del calcolo della copertura contributiva, ovvero:
- Se nell’anno si consegue un reddito almeno pari a quello minimale, sul quale quindi viene versata la relativa contribuzione, si ha diritto alla copertura contributiva completa di 12 mesi;
- In caso contrario i mesi di copertura sono contratti in proporzione ed accreditati a decorrere dal mese di gennaio, indipendentemente dal mese o dai mesi dell’anno in cui i compensi vengono percepiti.
E’ stato previsto anche un reddito massimale, oltre al quale il reddito percepito non è soggetto a contribuzione previdenziale. Il massimale non può essere rapportato ai mesi, neanche se le prestazioni lavorative si riferiscono a periodi inferiori all’anno solare, ed è unico per tutti i redditi soggetti a contribuzione nella Gestione Separata INPS.
La Legge di Stabilità 2015 apporterà delle modifiche a questa particolare Gestione dell’INPS, soprattutto per quanto riguarda il Nuovo Regime dei Minimi: ci saranno novità sia in merito alle aliquote che al minimale. Approfondimenti in merito verranno affrontati nel prossimo articolo del 05 Gennaio.
Se avete dubbi o volete maggiori informazioni, non esitate a contattarmi all’indirizzo e-mail: patrizia@forextradingpratico.com
